Aspirina in prevenzione primaria: un nuovo obiettivo dopo 120 anni?

Position Paper della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare

INTRODUZIONE di Bruno Trimarco:

“La missione della nostra Società Scientifica è la prevenzione cardiovascolare ma oggi è sempre più evidente l’esistenza di strategie di prevenzione che agiscono su più apparati garantendo una protezione globale. Un esempio tipico è quello della dieta mediterranea che è stata inizialmente apprezzata per la capacità di assicurare una migliore prognosi cardiovascolare. Successivamente però è stato dimostrato che una dieta ricca di frutta e verdura è anche in grado di ridurre la probabilità di sviluppare malattie oncologiche e perfino di contrastare l’AIDS. Queste osservazioni cliniche hanno poi trovato una spiegazione scientifica nella dimostrazione del ruolo che i radicali liberi dell’ossigeno svolgono nella patogenesi di molti tipi di malattia, ragion per cui una dieta ricca di antiossidanti riesce a svolgere un effetto favorevole ad ampio raggio.

Ancora meno prevedibile era la possibilità che un farmaco, sintetizzato per combattere soprattutto i sintomi dell’infiammazione, potesse svolgere un effetto protettivo di ampio spettro. Ci siamo dovuti perciò abituare all’idea che l’aspirina, che eravamo stati abituati fin da bambini ad usare occasionalmente come antipiretico ed analgesico, fosse in grado di ridurre drammaticamente la mortalità per infarto del miocardio se somministrata subito dopo l’insorgenza del dolore stenocardico e dovesse essere assunta quotidianamente per cercare di ridurre il ripetersi di episodi o la chiusura di stent precedentemente impiantati nelle coronarie, sfruttando il suo effetto di inibizione dell’aggregazione piastrinica.

Addirittura sorprendente l’ipotesi che l’aspirina possa ridurre l’incidenza di patologie neoplastiche sorta sulla scorta di osservazioni raccolte in diversi studi clinici disegnati per altri scopi. Anche in questo caso tuttavia è possibile trovare una spiegazione nell’interferenza dell’aspirina con i complessi meccanismi dell’infiammazione per cui sono già in corso studi per dimostrare o escludere quest’azione.

La possibilità di protezione a livello di organi diversi naturalmente influenza l’equilibrio tra i benefici ed i rischi connessi alla somministrazione dell’aspirina per cui diviene necessaria per una corretta azione di prevenzione, una piena conoscenza delle proprietà farmacologiche dell’aspirina ed è questo lo scopo divulgativo di questo documento”

Questo documento è stato presentato in occasione del XV Congresso Nazionale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare in data 9 Marzo 2017.